Mediazione  

CHE COSA È E A CHE COSA SERVE:  

Il D.Lgs. 156/2015 ha riformato la disciplina di contenzioso e interpelli prevedendo, tra le altre cose, l’estensione della procedura di reclamo e mediazione anche ad ambiti diversi dagli atti emessi dall’Agenzia delle Entrate; tale estensione coinvolge, pertanto, anche gli atti impositivi emessi dagli Enti locali. Sul punto constano anche le indicazioni della CM 38/E/15.
 
L’estensione del reclamo
 
Innanzitutto, il reclamo è stato esteso a tutte le controversie di valore inferiore a 20.000 €, mentre prima era limitato alle controversie di valore inferiore a 20.000 €, aventi ad oggetto atti emanati dall'Agenzia delle Entrate.

Adesso, il ricorso produce gli effetti del reclamo e può contenere una proposta di mediazione. Dal primo gennaio 2016, pertanto, il contribuente non dovrà più preoccuparsi di incappare nella sanzione dell'inammissibilità del ricorso; ed infatti, non c'è più differenza, nella pratica, tra reclamo e ricorso. La presentazione dello stesso, cioè, senza che sia richiesta nessuna particolare attività da parte del contribuente, vale come reclamo.

Nella pratica, questo significa che, una volta notificato il ricorso, l'ente contro il quale esso è proposto potrà trattarlo come un reclamo e quindi, se lo ritiene, annullare l'atto impugnato prima che la controversia sia portata dinanzi alla Commissione Tributaria.
Il ricorso (che adesso è anche reclamo) a tal fine, può anche contenere una proposta di mediazione.

DOVE RIVOLGERSI:  

UFFICIO UNICO DELLE ENTRATE

Palazzo comunale, Via Cardinal Minoretti,19 - Primo piano

COSA OCCORRE FARE PER:  

Il percorso è abbastanza semplice: il cittadino che riceve un avviso di accertamento per l’IMU, TASI, TARSU ecc.  che ritiene l’ufficio in errore di valutazione, prima di fare ricorso deve tentare la mediazione. Per le controversie di valore superiore a euro 20.000 presentando direttamente ricorso allo sportello o ufficio protocollo e in copia alla Commissione Tributaria di Milano - via Vincenzo Monti, 51, entro 60 giorni dalla notifica dell'atto oggetto del contenzioso.

Per le controversie di valore inferiore ai 20.000,00 euro il contribuente presenterà il ricorso/reclamo all'ufficio protocollo dell'Ente.

L'ente avrà  90 giorni di tempo per la sua valutazione , cioè per decidere se accogliere le richieste - e l' eventuale proposta di mediazione - del contribuente. Durante questo periodo, l'ente non potrà  procedere alla riscossione delle somme contenute nell'atto impugnato. Tale riscossione rimarrà  quindi sospesa.

In caso di fallimento della mediazione, saranno dovuti gli interessi.


Il contribuente, da parte sua, non potrà  depositare il ricorso presso la Commissione Tributaria prima della scadenza di questi 90 giorni.

Se lo farà, tuttavia, la sanzione non sarà  più l'inammissibilità,(che equivaleva a perdere la causa), ma semplicemente la Commissione rinvierà la trattazione al fine di consentire all'ente di esaminare il ricorso/reclamo.

Questo termine di 90 giorni è soggetto alla sospensione feriale dei termini processuali.

L'ente contro il quale è proposto il ricorso, se non ritiene di accogliere lo stesso o la proposta di mediazione in esso eventualmente contenuta, potrà  avanzare una sua proposta di mediazione.

Il contribuente che avrà  proposto il ricorso, nel caso in cui l'ente non abbia accolto le sue richieste o non si sia raggiunta una mediazione, dovrà  costituirsi in giudizio, e quindi portare la controversia dinanzi la Commissione Tributaria Provinciale - Via Vincenzo Monti, 51, entro il termine di 30 giorni decorrenti dalla data in cui è scaduto il termine di 90 giorni entro il quale il reclamo doveva essere esaminato dall'ente.

Se non si costituisce entro questo termine, il ricorso è inamissibile ed il contribuente avrà  perso la causa.

Nel caso la mediazione si concluda con esito favorevole  per l'ente,, il contribuente dovrà  procedere al versamento di quanto dovuto,  o della prima rata,  entro 20 giorni dalla sottoscrizione dell'accordo.

Quando invece la mediazione si conclude nel senso che l'ente deve restituire delle somme al contribuente, allora l'accordo conterrà  le modalità ed i tempi di tali restituzioni, che potranno  essere stabilite liberamente di comune accordo tra le parti.
L'accordo costituisce titolo per il recupero coattivo di tali somme da parte del contribuente. In altre parole, quest'ultimo potrà  procedere ad esecuzione forzata contro l'ente (se questo non onorerà  l'accordo spontaneamente), utilizzando l'accordo sottoscritto come titolo esecutivo.

Al fine di incentivare la conclusione della mediazione, il legislatore ha previsto che le sanzioni si applichino nella misura del 35% del minimo edittale.

TEMPI:  

di legge

COSTI:  

il ricorso contenente la proposta di mediazione è presentato in carta semplice

NORMATIVA:  

D.Lgs. 156/2015

Circolare 38/E/2015

RESPONSABILE:  

Giovanna Cattaneo

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