Rimborso di tributi comunali  

CHE COSA È E A CHE COSA SERVE:  

E' il procedimento attraverso il quale l'Amministrazione comunale provvede alla restituzione totale o parziale di somme versate e non dovute a titolo di tributi comunali.
 
Il contribuente può richiedere il rimborso delle somme versate e non dovute, a pena di decadenza, entro il termine di cinque anni dal giorno del pagamento ovvero da quello in cui è stato definitivamente accertato il diritto alla restituzione, intendendosi come tale, in quest’ultimo caso, il giorno in cui è divenuta definitiva la sentenza che accerta o conferma il diritto medesimo.
 
La richiesta di rimborso, a pena di nullità, deve essere motivata, sottoscritta e corredata dalla prova dell’avvenuto pagamento della somma della quale si chiede la restituzione.
 
Il funzionario responsabile, entro 180 giorni dalla data di presentazione dell’istanza di rimborso, procede all’esame della medesima e notifica, anche mediante raccomandata con r.r., il provvedimento di accoglimento, totale o parziale, ovvero il diniego. Detto termine di 180 giorni può essere sospeso una sola volta per l’eventuale richiesta di documentazione integrativa e/o di ulteriori informazioni e chiarimenti occorrenti per la definizione della pratica.
 
Il Comune non procede al rimborso di somme, complessivamente per l’intera annualità, di importo fino a Euro 12,00 per l'IMU e € 8,00 per la TASI.
 
Gli interessi annuali per la riscossione e il rimborso dei tributi comunali sono determinati dal Comune  e sono calcolati con maturazione giorno per giorno con decorrenza dal giorno in cui sono divenuti esigibili.
 
Il contribuente, entro trenta giorni dal ricevimento del provvedimento di rimborso relativo ad un tributo riscosso direttamente dal Comune, può chiedere che il credito tributario vantato sia portato in tutto o in parte in deduzione di successivi pagamenti concernenti esclusivamente il medesimo tributo, presentando apposita richiesta al funzionario responsabile del tributo.
 
L’art. 11-ter del Regolamento generale delle entrate tributarie discilina la compensazione nell’ambito dei tributi comunali, esclusivamente per le entrate tributarie per le quali è prevista la riscossione diretta da parte del Comune, con esclusione di quelle riscosse a mezzo ruolo (tramite l'Agente della Riscossione) e di quelle la cui riscossione sia affidata in concessione.
 
Sono compensabili esclusivamente i crediti tributari certi, il cui diritto al rimborso sia stato accertato dal Comune.
 
Il contribuente, nei termini di versamento del tributo, può detrarre dalla quota dovuta eventuali eccedenze di versamento del medesimo  tributo relative allo stesso anno o anni precedenti, senza interessi, purché non sia intervenuta decadenza dal diritto al rimborso e previo riconoscimento del diritto al rimborso da parte del Comune.
 
Il contribuente che intende avvalersi della facoltà di compensazione deve presentare, entro il termine di almeno novanta giorni prima della scadenza del pagamento, apposita richiesta contenente i seguenti elementi: generalità e codice fiscale del contribuente; il tributo dovuto al lordo della compensazione; l’esposizione delle eccedenze di versamento che intende compensare per il medesimo tributo, distinte per anno d’imposta; l’attestazione di non aver richiesto il rimborso delle quote versate in eccedenza e che intende compensare, oppure qualora abbia in precedenza domandato il rimborso, la dichiarazione di rinunciare all’istanza di rimborso presentata. 
 
Dopo il ricevimento della richiesta, il funzionario responsabile del tributo, accertata la sussistenza del credito, emette un provvedimento di rimborso in compensazione, dandone comunicazione al contribuente. 
 
La compensazione del credito deve essere effettuata con il primo versamento ordinario utile del medesimo tributo comunale, la cui scadenza sia successiva al ricevimento del provvedimento di rimborso in compensazione, salvo che il contribuente non comunichi espressamente di volersi avvalere della compensazione con un versamento ordinario avente scadenza successiva. Nel caso in cui le somme a credito siano maggiori del tributo dovuto, la differenza può essere portata in compensazione per i versamenti successivi senza ulteriori adempimenti.
 
Il contribuente non può procedere a compensare il credito prima di ricevere il provvedimento di rimborso in compensazione. Nel caso ciò avvenga ed il Comune accerti che il credito non era del tutto od in parte spettante, il versamento dovuto sarà considerato omesso per la parte relativa al credito non riconosciuto.
 
Nel caso di maggiori versamenti eseguiti da contribuente deceduto, la richiesta di rimborso può essere presentata dagli eredi.

DOVE RIVOLGERSI:  

UFFICIO UNICO DELLE ENTRATE

Palazzo comunale, Via Cardinal Minoretti,19 - Primo piano

NORMATIVA:  

Legge n.296 del 27/12/2006

RESPONSABILE:  

Giovanna Cattaneo

ALLEGATI

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