Attività di vendita - Cose preziose o di pregio, beni culturali, usato  

CHE COSA È E A CHE COSA SERVE:  

Attività commerciali esercitate in qualsiasi forma, quali: al dettaglio in sede fissa (esercizi commerciali di vicinato, medie e grandi strutture), al dettaglio su aree pubbliche in forma itinerante o su posteggio, all’ingrosso e altre forme speciali di vendita (internet, domicilio del consumatore, ecc.) di cui al D.Lgs 114/98 e s.m.i..
Per cose antiche si intendono gli oggetti che hanno acquisito il pregio della rarità ed un interesse storico od artistico.
Per beni culturali  si intendono gli oggetti rientranti nelle Categoria di cui alla lettera “A” dell’Allegato “A” del D.Lgs 22 gennaio 2004, n. 42 e s.m.i.
Per cose usate si intendono sia quelle che possono essere riutilizzate, sia quelle che possono essere impiegate in maniera diversa rispetto all’uso originale. Le cose usate si distinguono in:
a) cose usate aventi valore
b) cose usate prive di valore o di valore esiguo.  Il valore esiguo è  da determinarsi con Deliberazione di Giunta Comunale 
Ai sensi dell’art. 128 del T.U.L.P.S. è obbligatorio tenere un registro vidimato dal Comune, in cui devono indicarsi di seguito e senza spazi in bianco, il nome, il cognome e il domicilio delle persone con le quali si effettuano le operazioni giornaliere, la data e la natura dell’operazione, il prezzo pattuito e riscosso, nonché l’esito dell’operazione (art. 128 del T.U.L.P.S.).
 
Le disposizioni degli articoli 126 e 128 del testo unico delle leggi di pubblica sicurezza (TULPS) non si applicano per il commercio di cose usate prive di valore o di valore esiguo e di conseguenza non è richiesta la tenuta del registro delle operazioni effettuate. E' sufficiente aver effettuato segnalazione certificata di inizio di attività (S.C.I.A.) al comune competente per territorio
 
NOTA:

L'art. 126 del R.D.  n. 773/31 stabiliva che non può esercitarsi il commercio di cose antiche o usate senza averne fatta preventiva dichiarazione all’autorità locale di pubblica sicurezza (oggi il SUAP comunale), che ne rilascia una presa d’atto.

L'art. 126 è stato abrogato con decorrenza 11 dicembre 2016, dall'art.6 del Decreto Legislativo 25 novembre 2016, n. 222, recante “Individuazione di procedimenti oggetto di autorizzazione, segnalazione certificata di inizio di attività (SCIA), silenzio assenso e comunicazione e di definizione dei regimi amministrativi applicabili a determinate attività e procedimenti, ai sensi dell'articolo 5 della legge 7 agosto 2015, n. 124”. Il commercio di cose antiche o usate non è quindi soggetto a comunicazione al SUAP.

A tal proposito, il Ministero dell’Interno, con Parere Prot 557 PAS/U/003342/12020.A1 del 2 marzo 2017, ha precisato che deve intendersi abrogato anche l'obbligo di tenere il registro delle operazioni compiute giornalmente previsto dall’art. 128 dello stesso TULPS.

Il Consiglio di Stato, con parere espresso dall'Adunanza del 14 febbraio 2018, ha però ritenuto che sia ancora obbligatorio tenere il registro delle operazioni compiute giornamente, previsto dall’art. 128 del T.U.L.P.S.

 

DOVE RIVOLGERSI:  

UFFICIO COMMERCIO E ATTIVITÀ PRODUTTIVE

Palazzo comunale, Via Cardinal Minoretti,19 - Primo piano

COSA OCCORRE FARE PER:  

Chi intende fare commercio di beni culturali e cose usate preziose o di pregio presenta una Segnalazione Certificata Inizio Attività (S.C.I.A.) al Comune ai sensi dell’art. 19 della legge n. 241/1990. tramite il portale www.impresainungiorno.gov.it
Si rammenta che la segnalazione di cui sopra non sostituisce la S.C.I.A. di apertura di esercizio di vicinato o l’autorizzazione per l’apertura di medie o grandi strutture di vendita, pertanto:
- chi vuole vendere beni culturali o cose usate preziose o di pregio in un esercizio di vicinato, presenta la scia per apertura di esercizio di vicinato (se non l'ha già presentata) più la S.C.I.A. per vendita di beni culturali o cose usate;
- chi vuole vendere beni culturali o cose usate preziose o di pregio in una media o grande struttura di vendita, prima chiede ed ottiene l'autorizzazione per media o grande struttura di vendita, in seguito presenta la S.C.I.A . per vendita di beni culturali o cose usate preziose o di pregio.
Per oggetti preziosi si intendono gli oggetti costituiti, in tutto o in parte, da metalli preziosi (quali oro, argento, platino), nonchè le pietre preziose (quali diamanti, rubini, smeraldi, zaffiri), i coralli e le perle, anche se venduti sciolti
La vendita di cose usate di pregio comporta l'iscrizione alla CCIAA. 
 
 
Requisiti per l'esercizio dell'attività
 
Requisiti morali: 
Oltre ai requisiti previsti per il commercio di cui : 
- all'  art. 67 del Decreto Legislativo 6 settembre 2011, n. 159 (Codice delle leggi antimafia); 
 per vendere beni culturali o cose usate preziose o di pregio i soggetti indicati nell'  articolo 85 del Decreto Legislativo 6 settembre 2011, n. 159 devono possedere i requisiti di cui all 'art. 11 del Testo Unico delle Leggi di Pubblica Sicurezza 18 giugno 1931, n. 773.
 
Prescrizioni
Il commerciante può vendere solo a persone munite di carta d’identità, o altro documento d' identità munito di fotografia, rilasciato dall’amministrazione statale . 
Il commerciante è tenuto a compilare un apposito registro nel quale indica, di seguito e senza spazi in bianco, nome, cognome e domicilio dei venditori e dei compratori, la data dell’ operazione, la specie della merce comprata e venduta ed il prezzo pattuito. Il registro può essere compilato anche con modalità informatiche, secondo le istruzioni dettate dal Ministero dell’ Interno.
Il commerciante, prima di utilizzare il registro:
- numera ogni pagina, se non sono già numerate;
- vidima ogni pagina con il timbro dell'impresa;
- compila il modulo autovidimazione registri e lo trasmette in Comune  tramite p.e.c., dopo averne fatta scansione e averlo firmato digitalmente.
Nel caso di “oggetti preziosi usati”, come per quelli nuovi, gli interessati non devono presentare al Comune la dichiarazione ai sensi dell’art. 126 del T.U.L.P.S., ma hanno l’obbligo di richiedere la Licenza alla Questura ai sensi dell’art. 127 del T.U.L.P.S. e di presentare, pertanto,  alla stessa la richiesta di vidimazione del relativo registro di cui all’art. 128 del TULPS. 

Sanzioni

Chi non presenta la S.C.I.A. per vendita di beni culturali o cose usate preziose o di pregio, o non tiene il registro delle operazioni, è punito con la sanzione pecuniaria amministrativa del pagamento di una somma da € 154,00 a € 1.032,00, a norma dell’ art. 17-bis, comma 3, del testo unico delle leggi di pubblica sicurezza.
Le dichiarazioni false o mendaci possono costituire reato, perseguibile ai sensi dell’ art. 483 del codice penale.
Chi presenta la S.C.I.A. decade dal diritto di esercitare la vendita di beni culturali o cose usate preziose o di pregio se perde i requisiti morali previsti dall’art. 11 del T.U.LL.P.S.
 

NORMATIVA:  

Decreto legislativo 22 gennaio 2004 n . 42

Regio Decreto 18 giugno 1931 n. 773 - Testo unico delle leggi di pubblica sicurezza TULPS (artt. 126-128)
 
Regio Decreto 6 maggio 1940 n. 635 - Regolamento per l'esecuzione del testo unico delle leggi di pubblica sicurezza (artt. 242-247)

RESPONSABILE:  

Giovanna Cattaneo

ALLEGATI

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